Con l’aiuto di alcuni esperti, cerchiamo di capire che ruolo riveste il microbiota vaginale, come si può favorire l’equilibrio della flora intima e quali prodotti tra quelli più pubblicizzati si rivelano davvero efficaci. Milioni di donne devono fare i conti, spesso in modo ricorrente, con disturbi nella zona intima: si tratta di un argomento delicato sotto ogni aspetto.

Da un lato, i sintomi possono essere molto fastidiosi e influire sulla qualità della vita; dall’altro, si tratta di un argomento di cui si parla a fatica, perfino tra amiche, e, che, soprattutto in caso di cattivo odore intimo, diventa difficile da ignorare.

La soluzione più frequente resta la visita dal medico, seguita dalla prescrizione di un antibiotico. Se da un lato questo allevia rapidamente i sintomi, dall’altro non previene le recidive, che in molte donne si ripresentano puntualmente dopo poco tempo. SI tratta di una situazione tutt’altro che risolta.

Le più recenti scoperte scientifiche indicano ora un “colpevole” finora poco considerato, aprendo la strada a nuovi approcci terapeutici: si parla del cosiddetto microbiota vaginale, noto anche come "flora intima".

Perché gli scienziati considerano questa complessa "comunità batterica" cruciale per la salute vaginale, quali sono le implicazioni per la prevenzione e il trattamento delle infezioni intime ricorrenti e, soprattutto, quali dei prodotti oggi disponibili sul mercato offrono un aiuto efficace per affrontare questo problema? Questo è l’oggetto del nostro approfondimento.

Sintesi

  • Gli scienziati di tutto il mondo concordano sul fatto che una flora vaginale equilibrata agisce come un importante scudo protettivo contro le infezioni.
  • Per questo motivo, i probiotici stanno diventando sempre più popolari, soprattutto per le donne.
  • Tuttavia, i principali test comparativi tra i diversi prodotti dimostrano che 4 prodotti su 5 lasciano a desiderare.

Cattivi odori nella zona intima: di cosa si tratta, come si manifestano e da cosa dipendono?

Un odore vaginale sgradevole è una delle conseguenze di alcune fastidiose infezioni nella zona intima femminile, come ad esempio vaginosi batterica e alcune forme di vaginite.
Una donna su cinque si ammala almeno una volta nella vita di vaginosi, e, fino all'80% di loro, ne soffre più volte.

Oltre alla sensazione di scarsa pulizia e freschezza, le perdite vaginali di colore grigio-bianco e occasionalmente dolori durante la minzione o i rapporti sessuali sono tra i sintomi più comuni. Le donne che soffrono di vaginosi batterica, anche se asintomatiche, hanno un rischio maggiore di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Il trattamento avviene solitamente con gli antibiotici.

Molte donne si vergognano dei sintomi, in particolare degli odori sgradevoli, e questo, insieme ai dolori che possono verificarsi durante i rapporti sessuali, può avere un forte impatto sulla vita intima e di coppia.

Ma su cosa dovrebbero concentrarsi i medici nella ricerca di una soluzione, se anche gli antibiotici sembrano non essere sufficienti? Un gruppo di scienziati sembra aver trovato la risposta: il microbiota vaginale.

Microbiota vaginale: i batteri sono la chiave per una zona intima sana?

Il microbiota vaginale, noto anche come flora intima, rappresenta la comunità di tutti i microrganismi che popolano la mucosa vaginale: una variegata popolazione di batteri, funghi e altri microbi che coesistono in un equilibrio delicato.

La composizione esatta del microbiota vaginale varia da donna a donna, ma generalmente dominano i batteri produttori di acido lattico. Ogni ceppo batterico in questa comunità ha ruoli ben definiti. Per questo motivo, non è solo importante che il microbiota presenti una grande diversità, ma soprattutto che ci siano determinate specie batteriche in quantità sufficientemente elevate.

Per questi seguenti motivi è fondamentale che la flora vaginale sia bilanciata:

Creazione di un valore di pH protettivo

Inibizione della crescita di germi nocivi

Intim

Prevenzione delle infezioni fungine

e molto altro ancora

In generale, è utile che il microbiota contenga una quantità elevata di batteri “benefici”, poiché questo riduce lo spazio disponibile per i batteri “dannosi” che potrebbero insediarsi e proliferare.

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Tra i batteri particolarmente importanti, noti come ceppi principali, troviamo i seguenti:

  • Lactobacillus gasseri: come suggerisce il nome, i batteri di questo ceppo producono acido lattico, che contribuisce a creare un ambiente acido capace di combattere i germi potenzialmente patogeni, ossia dannosi. I batteri della famiglia gasseri sono particolarmente efficaci in questo processo.
  • Lactobacillus crispatus: i batteri della famiglia crispatus producono una grande quantità di perossido di idrogeno (H2O2), che ha anche proprietà antimicrobiche, prevenendo così la proliferazione di germi dannosi.
  • Lactobacillus delbrueckii: i batteri di questa famiglia hanno dimostrato, in alcuni studi, un grande potenziale nel combattere la disbiosi e nel proteggere dalle infezioni fungine.
  • Lactobacillus plantarum: anche in questo caso, studi suggeriscono che i batteri della famiglia plantarum abbiano un effetto positivo nelle infezioni fungine.

Diversi fattori esterni, come infezioni, farmaci (in particolare antibiotici), stress e cambiamenti ormonali, possono alterare questo equilibrio. Ad esempio, la quantità di alcuni ceppi batterici può essere ridotta, permettendo ad altri ceppi di proliferare. In alternativa, l'intera colonizzazione batterica viene inibita, con il risultato che ci sono troppo pochi batteri per svolgere le funzioni necessarie, come la lotta contro i germi.

Questa condizione di squilibrio è nota come disbiosi e viene considerata, nella ricerca attuale, uno dei principali fattori scatenanti alla base di infezioni ricorrenti e la conseguente formazione di odori sgradevoli. In questo senso è chiaro perché la vaginosi, alla base di questo squilibrio, tenda a ripresentarsi dopo la terapia antibiotica.

Gli antibiotici tradizionali non riescono a distinguere tra i batteri "nocivi", ovvero quelli che causano malattie o infezioni, e i batteri "benefici", i quali invece svolgono un'azione protettiva. Di conseguenza, la terapia antibiotica comporta una vera e propria "decimazione".

Quando i batteri benefici scarseggiano, il microbiota vaginale si indebolisce e fatica a difendersi da nuovi germi. Si crea così un vero e proprio circolo vizioso.

Ma quali possibilità offre questa scoperta per il trattamento o la prevenzione di queste infezioni? Qui entrano in gioco i probiotici.

Probiotici: batteri per rispristinare l’equilibrio intestinale

I probiotici sono preparati che contengono batteri specifici, che si insediano nel microbiota e ne ripristinano l'equilibrio, permettendogli di svolgere nuovamente le sue funzioni – nel caso del microbiota vaginale, la difesa contro i germi potenzialmente dannosi. In questo modo, le fastidiose infezioni batteriche potrebbero diventare un ricordo del passato.

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Ma tutto ciò funziona davvero? Se sì, qual è il prodotto più indicato? Prima di approfondire queste domande, è utile fare chiarezza su alcuni dei falsi miti più diffusi in materia di salute intima, sul ruolo del microbiota e sui probiotici.

Falsi miti e dati di fatto

Mito 1: un'infezione vaginale, dalla quale provengono i cattivi odori, indica una scarsa igiene

Dato di fatto: anche se in alcuni rari casi la mancanza di igiene intima può essere il fattore scatenante di un'infezione, la causa è molto più spesso dovuta a un'igiene eccessiva o scorretta.

Come già spiegato, i batteri lattici, che di solito sono particolarmente ben rappresentati in un microbiota sano, creano un ambiente vaginale acido che dovrebbe uccidere i batteri potenzialmente patogeni. Se la zona intima viene lavata troppo frequentemente e magari anche con prodotti sbagliati (ad esempio il sapone, che ha un effetto alcalino), il mantello acido viene distrutto.

Mito 2: i probiotici che devono essere assunti finiscono nell'intestino e possono supportate solo il microbiota intestinale

Dato di fatto: anche se in un primo momento sembra logico, la scienza racconta una storia diversa.

Diversi studi hanno dimostrato che, dopo l’assunzione orale di specifici ceppi di lattobacilli per un certo periodo, questi stessi batteri si ritrovano in quantità aumentata nel microbiota vaginale, con un possibile miglioramento dei sintomi.

Mito 3: tutti i probiotici sono uguali

Dato d fatto: alcuni dei probiotici disponibili sul mercato si differenziano notevolmente soprattutto per quanto riguarda il dosaggio, la quantità e il tipo di ceppi batterici contenuti, la formulazione complessiva e il confezionamento.

Di seguito spieghiamo perché tutti questi punti sono determinanti per la qualità di un prodotto. Una cosa è certa in ogni caso: i probiotici sono chiaramente il tipo di prodotti che non vanno acquistati al volo ma solo dopo una ricerca approfondita se si vuole evitare di rimanere delusi dal risultato.

Cosa caratterizza un buon preparato: i nostri criteri di valutazione

A seguito di una ricerca approfondita abbiamo collaborato con diversi esperti, con l’intento di identificare i criteri di qualità più importanti. Abbiamo, quindi, analizzato i prodotti attualmente più conosciuti in base a queste caratteristiche.

Criterio di qualità 1: la composizione dei batteri

Un probiotico efficace dovrebbe assomigliare il più possibile alla composizione di un microbiota umano sano. Tuttavia, i microbioti sani sono generalmente molto diversificati: un preparato con pochi ceppi batterici ha un'influenza di conseguenza minore.

Oltre a un'elevata diversità ad essere importante è anche l'esatta combinazione dei ceppi. Come già detto, i lattobacilli delle famiglie gasseri, crispatus, plantarum e delbrueckii svolgono in particolare un ruolo importante nel microbiota vaginale, motivo per cui assegniamo 5 punti extra per ciascuno di questi ceppi.

Anche se non ne teniamo conto nell'assegnazione dei punti è importante notare che le informazioni più accurate possibili fornite dai produttori sulla composizione dei loro prodotti generano inevitabilmente più fiducia. Nel caso dei probiotici, ciò s traduce nell’ indicare i ceppi batterici specifici, quindi, non solo la famiglia o il genere. Questo è importante in quanto gli effetti di ceppi specifici all'interno di una stessa famiglia possono differire enormemente.

Criterio di qualità 2: il dosaggio delle unità formanti colonie

Il numero di batteri si misura in UFC (unità formanti colonie). Sebbene cifre come 2 o 4 miliardi di UFC sembrino inizialmente molto impressionanti, un microbiota vaginale sano contiene circa 50 miliardi di UFC. I preparati con un dosaggio basso non sono quindi sufficientemente efficaci da generare un cambiamento effettivo.

Criterio di qualità 3: supporto alla mucosa vaginale

Affinché le microcolture colonizzino l'area vaginale e svolgano il loro lavoro, hanno bisogno di un terreno di coltura adatto: una mucosa vaginale intatta. Il problema è che spesso questa è già danneggiata soprattutto dopo infezioni ricorrenti, il che rende difficile la colonizzazione dei batteri benefici.

Oltre ai batteri, i probiotici dovrebbero quindi contenere anche sostanze che sostengono la mucosa vaginale come le vitamine B3, B7 e B2. Per fornire un supporto il più esauriente possibile è necessario aggiungere almeno due ingredienti che abbiano un effetto positivo comprovato sulla mucosa.

Criterio di qualità 4: la resistenza della confezione

I batteri di un probiotico vengono messi mediante liofilizzazione durante la produzione in una sorta di stato di ibernazione. Quando entrano in contatto con l'umidità, si “risvegliano”. Se sono disponibili fonti di nutrimento adeguate, come nel caso del passaggio attraverso l'intestino, i batteri si moltiplicano. 

Il problema è che molte forme di confezionamento non proteggono adeguatamente i preparati dall'umidità. Ad esempio, se le capsule non sono confezionate singolarmente, bensì sono disposte tutte insieme, i componenti entrano in contatto con l'aria o con l'umidità ogni volta che vengono aperte.

Di conseguenza, i batteri possono attivarsi troppo presto ma poi non riescono a trovare nessun nutrimento nella capsula e muoiono.

Nel caso delle confezioni di plastica, un'ulteriore complicazione è rappresentata dal fatto che il materiale non trattiene completamente l'umidità: piccole quantità di umidità possono passare attraverso la confezione. In questi casi, quindi, non è raro che tutti i batteri contenuti nelle capsule siano già morti quando vengono assunti. I blister in alluminio, in cui ogni capsula è inserita singolarmente in una camera di alluminio ed è quindi protetta in modo ottimale, sono considerati il gold standard del confezionamento.

Kfc Blister

I blister in alluminio proteggono in modo ottimale i batteri contenuti nelle capsule dall'umidità.

Criterio di qualità 5: la trasparenza

I clienti vogliono sapere esattamente per cosa stanno spendendo i loro soldi senza dover passare ore e ore a fare ricerche su Internet prima dell'acquisto. I produttori affidabili dovrebbero soddisfare questo desiderio e fornire ai clienti informazioni sul prodotto formulate in modo chiaro e facilmente accessibile. Purtroppo, però, la nostra ricerca ha rivelato che spesso non è così. Ciò è particolarmente evidente in due criteri particolarmente importanti: dosaggio e specificità del ceppo.

Abbiamo già sottolineato l'importanza di un dosaggio elevato quindi è ancora più deludente che molti produttori ricorrano a trucchetti per “ingigantirlo” artificialmente. Per quanto riguarda la specificità del ceppo, la situazione è un po' più complicata poiché ciò che viene spesso definito come ceppo batterico è, in senso stretto, la specie (ad esempio, Lactobacillus crispatus).

All'interno di questa specie esistono a loro volta diversi ceppi (ad esempio, L. crispatus SG18 o L. crispatus QL33). Questi singoli ceppi sono simili a fratelli e sorelle: anche se condividono molto materiale genetico, possono comunque differire notevolmente l'uno dall'altro. I produttori devono quindi informare con precisione i propri clienti sulla specificità dei ceppi.

In base a questi criteri, abbiamo analizzato cinque prodotti attualmente in uso e siamo giunti alle seguenti conclusioni:

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Il vincitore del test

Kijimea FloraCare

99/100
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Platz1

Kijimea FloraCare

It Kijimea Floracare 28 F
Valutazione complessiva
99
Quantità dei ceppi
100
Dosaggio
75
Supporto alla mucosa vaginale
100
Confezione
100
Trasparenza
100

+ 20 punti extra (contiene Lactobacillus gasseri, crispatus, plantarum e delbrueckii)

Vantaggi

Il produttore è noto in campo medico per le sue ricerche e innovazioni

Il prodotto è vegano, senza glutine, fruttosio e lattosio e privo di additivi, conservanti, aromi e dolcificanti

I ceppi batterici appositamente selezionati nella loro combinazione supportano in modo ottimale il valore naturale del pH dell'ambiente vaginale

Svantaggi

Possono verificarsi problemi di approvvigionamento a causa dell'elevata domanda

Il nostro prodotto vincitore, FloraCare, è stato sviluppato dall'azienda Kijimea. Grazie alle proprie ricerche scientifiche, pubblicate anche sulla rivista specializzata di fama mondiale “The Lancet”, questa azienda gode di un’ottima reputazione in ambito medico.

Ciò lo dimostra anche questo prodotto: Kijimea FloraCare contiene di gran lunga il maggior numero di batteri, tra cui gli importanti generi di lattobacilli gasseri, crispatus, plantarum e delbrueckii. Un altro vantaggio: il produttore è estremamente trasparente e indica la specificità dei ceppi per tutti i 33 ceppi batterici.

Il dosaggio di 10 miliardi di UFC è piacevolmente elevato e viene menzionato in modo evidente. Tre diverse vitamine, B3 (niacina), B7 (biotina) e B2 (riboflavina), sono destinate a sostenere la mucosa vaginale per favorire la colonizzazione dei batteri benefici. Il vincitore del test convince anche per la sua confezione in blister di alluminio e protegge, quindi, ogni singola capsula dall'umidità in modo ottimale. Kijimea FloraCare è disponibile in diverse confezioni per 4, 8 o 12 settimane.

Per questo motivo, Kijimea FloraCare è il primo nella classifica del nostro test.

Ciò che ci ha particolarmente colpito durante la nostra ricerca su questo prodotto sono le numerose recensioni estremamente positive dei clienti, che sottolineano la nostra stessa impressione sul prodotto. Ecco alcuni esempi:

Giulia M.

"Sono molto soddisfatta. Da quando ho iniziato a usarlo i miei fastidi si sono attenuati e dopo 10 giorni circa, con l’aiuto di una sana alimentazione, sono del tutto spariti."

Alessia A.

"Mi sono trovata molto bene, riesco a sentire ottimi risultati."

Camilla F.

"Ho aspettato a fare la recensione perché volevo valutare effettivamente glie effetti e a scatola terminata, posso dire di essere soddisfatta, come sempre del resto con i prodotti kijimea."

It Kijimea Floracare 28 F

Kijimea FloraCare ha brillato su tutti i fronti, guadagnandosi meritatamente il primo posto con 99 punti.

Ciò che colpisce particolarmente è che il prodotto contiene ben 33 ceppi batterici, un numero decisamente superiore rispetto al secondo classificato.

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Intimo Flora di BeSwiss

Beswiss Intimo Flora
Valutazione complessiva
43
Quantità dei ceppi
25
Dosaggio
75
Supporto alla mucosa vaginale
50
Confezione
25
Trasparenza
25

+ 15 punti extra (contiene Lactobacillus gasseri, crispatus e plantarum)

Vantaggi

Contiene fruttoligosaccaridi come prebiotico (alimento per i batteri)

Dosaggio elevato

Svantaggi

Grazie a sette ceppi batterici, il prodotto si colloca al secondo posto nel nostro test ma il numero è troppo basso rispetto al vincitore del test

Le informazioni confuse del produttore sul dosaggio non ispirano molta fiducia

Le capsule di BeSwiss si sono classificate al secondo posto con un certo distacco dal vincitore del test, sia in termini di valutazione complessiva, che di quantità di ceppi batterici. Un aspetto positivo da sottolineare sono i tre di quattro ceppi batterici inclusi, i quali sono stati identificati come particolarmente importanti (Lactobacillus gasseri, crispatus e plantarum). In realtà è un peccato che i consumatori non siano informati sull’esatta specificità dei ceppi.

Con 10,5 miliardi di UFC per capsula, il prodotto presenta un dosaggio piacevolmente elevato, ma il fatto che il produttore voglia far apparire questo dosaggio ancora più elevato lascia un po’ a desiderare. Ad esempio, un dosaggio particolarmente elevato di 42 miliardi di UFC viene spesso pubblicizzato. Ma l'informazione che questo vale solo per la dose massima di 4 capsule, raccomandata dal produttore come “terapia d' attacco” per 14 giorni, è messa molto meno in evidenza.

D'altra parte, l'aggiunta di vitamina A, che ha lo scopo di sostenere la mucosa vaginale, dovrebbe essere sottolineata in modo positivo. Tuttavia, si sottraggono punti per la confezione: il fatto che tutte le capsule siano contenute in un unico barattolo significa che il contenuto entra in contatto con l'aria o l'umidità ogni volta che viene aperto. Poiché una confezione è progettata per durare fino a 60 giorni, sembra lecito chiedersi quanti dei 10,5 miliardi di UFC originali arriveranno effettivamente vivi nell'intestino.

Beswiss Intimo Flora

Con un punteggio complessivo di 43 punti, Intimo Flora di BeSwiss si classifica al 2° posto, con un certo distacco rispetto al vincitore del test.

A determinare questa posizione è principalmente il dosaggio relativamente elevato, mentre la scarsa diversità batterica ha influito negativamente sul punteggio complessivo.

Probiotic Femme di Neo

Probiotic Femme Neo
Valutazione complessiva
35
Quantità dei ceppi
0
Dosaggio
50
Supporto alla mucosa vaginale
50
Confezione
75
Trasparenza
0

Punti extra: 0

Vantaggi

Confezione in blister di plastica-alluminio

Svantaggi

Prezzo troppo alto per la qualità offerta

Il dosaggio e la quantità di ceppi batterici sono troppo bassi

Nelle capsule di Neo sono presenti solo due ceppi batterici e nessuno dei quattro identificati come importanti. Non importa che la specificità dei ceppi rimanga segreta. È semplicemente insufficiente per un prodotto di questo tipo. Lo stesso vale per il dosaggio di soli 5 miliardi di UFC. I consumatori che desiderano saperlo prima dell'acquisto devono prendersi il tempo necessario per una ricerca approfondita. Questo può essere dedotto solo dalle foto pubblicate online dai recensori.

Al produttore va almeno riconosciuto il merito di non aver cercato di farli apparire più alti. Purtroppo, non ci sono ingredienti aggiuntivi per la mucosa vaginale. L'unico punto a favore del prodotto è la confezione per cui si trova ancora al penultimo posto: sebbene il blister in plastica-alluminio non soddisfi gli standard di riferimento, offre una protezione del contenuto di gran lunga superiore a quella di una semplice scatola di plastica.

Probiotic Femme Neo

Con 35 punti, Probiotic Femme di NEO si classifica al 3° posto.

Il prodotto ottiene buoni punteggi soprattutto per il supporto alla mucosa vaginale e per la confezione. Tuttavia, sia la varietà che il numero di batteri utilizzati non sono all'altezza delle aspettative.

Probio+ Intima di Apyforme

Apyforme Probio Intima
Valutazione complessiva
26
Quantità dei ceppi
0
Dosaggio
75
Supporto alla mucosa vaginale
0
Confezione
25
Trasparenza
25

+ 5 punti extra (contiene Lactobacillus crispatus)

Vantaggi

Vegano, senza glutine e lattosio e senza OGM

Dosaggio elevato

Svantaggi

La confezione non è adatta al contenuto

È incluso solo uno dei 4 ceppi batterici più importanti

Probio+ Intima di Apyforme è il prodotto più economico nel confronto ed è quindi anche la migliore prova del fatto che non ci si deve basare solo sul prezzo per scegliere il prodotto giusto. Le capsule contengono solo 4 diversi ceppi di batteri, e solo uno dei ceppi importanti menzionati all'inizio! Inoltre, i clienti vengono allettati con un dosaggio particolarmente elevato di 40 miliardi di UFC per questo prodotto, per poi scoprire che anche in questo caso ci si riferisce all’assunzione di 4 capsule, mentre la normale dose raccomandata di una capsula al giorno fornisce al consumatore 10 miliardi di UFC.

Ancora una volta, l'esatta specificità del ceppo batterico utilizzato rimane un mistero. Non si trovano principi attivi aggiuntivi a sostegno della mucosa vaginale e anche la confezione non è molto adatta a proteggere adeguatamente il contenuto considerando che una confezione dovrebbe durare 60 giorni.

Apyforme Probio Intima

Il quarto classificato, Probio + Intimi di Apyforme, ottiene solo 26 punti su 100.

Questo risultato è dovuto principalmente alla bassa varietà di batteri, che include solo uno dei ceppi considerati particolarmente importanti. Nemmeno il dosaggio relativamente elevato riesce a compensare questa carenza.

Inti Flora di Healthy Fusion

Healthy Fusion Intiflora
Valutazione complessiva
5
Quantità dei ceppi
0
Dosaggio
0
Supporto alla mucosa vaginale
0
Confezione
25
Trasparenza
0

Punti extra: 0

Vantaggi

Prezzo basso

Contiene estratto di mirtillo rosso

Svantaggi

Dosaggio molto basso

Contiene soltanto due ceppi batterici

All'ultimo posto si trova l'unico prodotto del test che non viene assunto sotto forma di capsule, bensì di caramelle a forma di orsetti gommosi. Anche se questo lo rende relativamente comodo da usare, uno sguardo all'elenco degli ingredienti mostra che una capsula sarebbe stata probabilmente la scelta migliore. Oltre a due soli ceppi batterici al dosaggio più basso del nostro test, un orsetto gommoso contiene solo 2 miliardi di UFC. Per via dell'estratto di mirtillo rosso, il prodotto contiene anche coloranti ed edulcoranti.

Ancora una volta, i consumatori devono navigare tra numerosi siti web e diverse recensioni per avere un'idea del dosaggio prima dell'acquisto. Anche la specificità del ceppo rimane un mistero.
Questo non depone necessariamente a favore della competenza del produttore. Di conseguenza, i consumatori devono fare a meno anche di altri ingredienti specifici per la mucosa vaginale. L’inadeguata confezione in barattolo non è più un problema rilevante. L'unico raggio di speranza è l'aggiunta dell'estratto di mirtillo rosso che si dice abbia un effetto positivo sulla cistite. Nemmeno questa caratteristica, però, può evitare che il prodotto si classifichi all'ultimo posto nel nostro test.

Healthy Fusion Intiflora

L'ultimo classificato nel nostro test ottiene appena 5 punti su 100.

Il prodotto delude sotto ogni aspetto. L'unico aspetto positivo è il formato in caramelle gommose, che potrebbe attirare alcuni consumatori, ma che però è allo stesso tempo responsabile dell'aggiunta di coloranti e dolcificanti.

Conclusione

Nonostante nella nostra società parlare di odori sgradevoli, soprattutto nella zona intima, sia ancora un forte tabù, la realtà è un’altra: molte più donne di quanto si creda ne sono colpite regolarmente.

Oltre al disagio fisico, sono frequenti anche le ripercussioni psicologiche, spesso legate al carattere ricorrente del disturbo. I trattamenti tradizionali offrono spesso un sollievo solo temporaneo e non risolvono il problema alla radice. Servono quindi nuove soluzioni.

Un approccio particolarmente promettente è quello che agisce sul microbioma, influenzabile in modo positivo attraverso probiotici mirati, come dimostrato da numerosi studi scientifici.

Ma attenzione: i prodotti disponibili sul mercato non sono tutti uguali. Come dimostra il nostro test, le differenze di qualità possono essere significative.

Ecco perché informarsi bene prima dell’acquisto è fondamentale. Una piacevole eccezione è rappresentata dal nostro prodotto vincitore del test, che ha convinto i nostri esperti grazie a una formulazione completa e ben bilanciata.

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Kijimea FloraCare

Valutazione complessiva: 99/100
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It Kijimea Floracare 28 FPlatz1

Fonti scientifiche

Bi Z et al. “Effect of Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis on vaginal radiotherapy for gynecological cancer.” Scientific reports vol. 13,1 10105. 21 Jun. 2023, doi:10.1038/s41598-023-37241-7

Chow K et al. “Impact of (recurrent) bacterial vaginosis on quality of life and the need for accessible alternative treatments.” BMC women's health vol. 23,1 112. 18 Mar. 2023, doi:10.1186/s12905-023-02236-z

Khedkar R, Pajai, S. “Bacterial Vaginosis: A Comprehensive Narrative on the Etiology, Clinical Features, and Management Approach.” Cureus vol. 14,11 e31314. 10 Nov. 2022, doi:10.7759/cureus.31314

Montella R, Malfa P et al. Vaginal adhesion of Lactobacillus plantarum P17630 after probiotic food supplement oral administration: a preliminary in vivo study. Nutrafoods 12, 35–42 (2013). https://doi.org/10.1007/s13749-013-0030-x

Informazioni sull'autore

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Sandro De Rosso è nato a Milano nel 1965 e ha scoperto la sua passione per la scrittura fin da giovane, collaborando a diversi giornali studenteschi. Dopo la carriera accademica, ha partecipato a numerosi seminari e conferenze sul tema della salute, che gli hanno permesso di combinare la sua abilità giornalistica con la sua passione per la medicina. De Rosso ha scritto per diverse riviste mediche e di salute.

Nel 2005, Sandro De Rosso è entrato a far parte della redazione di Consulente della Salute. Grazie alla sua profonda conoscenza del settore sanitario e al suo talento per una comunicazione scientifica precisa e comprensibile, ha fatto rapidamente carriera. Nel 2015 ha assunto la carica di caporedattore.

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