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Qual è la differenza tra diarrea acuta e cronica?Sindrome dell’intestino irritabileI risultati di una nuova ricerca rivelano una possibile causaUn passo avanti nella ricercaUna vera e propria svolta nella ricerca sulla sindrome dell'intestino irritabile
Tutti sanno quanto possa essere fastidiosa la diarrea: quella sensazione di disagio allo stomaco, le continue corse in bagno e, col tempo, la stanchezza che arriva quando il corpo inizia a perdere sempre più nutrienti. Per fortuna, nella maggior parte dei casi il problema si risolve nel giro di pochi giorni.
Ma cosa succede se i disturbi non passano oppure si ripresentano in modo ricorrente?
Le cause della diarrea cronica sono tanto varie quanto le sue manifestazioni. Tuttavia, un altro fattore scatenante, spesso ignorato persino dai medici, sta attirando sempre più l’attenzione.
Qual è la differenza tra diarrea acuta e cronica?
Indipendentemente dal fatto che si tratti di un’infezione gastrointestinale o di un’intolleranza alimentare, la diarrea (o diarrea acuta) svolge in realtà una funzione importante per il nostro organismo.
È il modo con cui il corpo cerca di eliminare rapidamente sostanze dannose dal tratto digestivo.
Dal punto di vista medico, si parla di diarrea quando si verificano almeno tre evacuazioni molto molli o liquide in un solo giorno. A seconda della causa e della gravità, la consistenza delle feci tende a normalizzarsi nel giro di pochi giorni, al massimo entro due settimane. In questi casi si parla appunto di diarrea acuta.
Nei casi lievi, a parte il riposo e una buona igiene delle mani, non è necessario intervenire in modo particolare. Quando invece il disturbo è più acuto, alcuni rimedi casalinghi si sono dimostrati efficaci. In ogni caso, l’aspetto più importante è evitare la disidratazione: bere a sufficienza è fondamentale. Ideali sono l’acqua naturale e le tisane.
A livello alimentare, è utile introdurre cibi che aiutino a rassodare le feci, come banane, riso e il classico pane tostato o fette biscottate.

È inoltre importante compensare l'eccessiva perdita di nutrienti, in particolare di minerali specifici noti come elettroliti. Per questo motivo, molte persone scelgono i cracker salati. Tuttavia, essi contengono esclusivamente sodio, ma non altri importanti elettroliti. Le soluzioni specializzate di carboidrati-elettroliti sono un'alternativa migliore, in quanto favoriscono l'equilibrio dei liquidi.
Nei milioni di persone che soffrono di diarrea cronica1, tuttavia, però, il problema non si risolve semplicemente nel giro di pochi giorni. Le cause sono spesso molto diverse rispetto a quelle della diarrea acuta.
Un aspetto importante da tenere in considerazione è che mentre alcune persone ne sono colpite quasi costantemente, altre sperimentano episodi ricorrenti ma intervallati da periodi di apparente benessere. Questo può generare dubbi: si tratta davvero di diarrea cronica?
Proprio questa variabilità rende la diagnosi così complessa anche per i medici. Tra le possibili cause, infatti, rientrano malattie autoimmuni, stress cronico, patologie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, ma anche tumori, che possono provocare feci costantemente liquide.
Ecco perché, in presenza di diarrea cronica, è fondamentale sottoporsi a un’accurata valutazione medica.
Diarrea acuta
Sintomatologia:
- Diarrea per alcuni giorni fino a 2 settimane
- fino a tre volte al giorno
- poi miglioramento
Possibili cause:
- Infezioni
- Intolleranze
- ecc.
Diarrea cronica
Sintomatologia:
- Diarrea a lungo termine (ricadute ricorrenti con possibile miglioramento intermittente)
- Diarrea almeno un giorno alla settimana durante le ricadute
Possibili cause:
- stress cronico
- slcune malattie autoimmuni
- sindrome dell'intestino irritabile
- malattie infiammatorie intestinali
- tumori
Sindrome dell’intestino irritabile: una causa spesso sottovalutata della diarrea frequente
Negli ultimi anni, una condizione a lungo fraintesa sta ricevendo sempre più attenzione, anche da parte degli specialisti che per molto tempo hanno faticato a interpretarla correttamente: la sindrome dell’intestino irritabile.
Questa patologia può manifestarsi non solo attraverso la diarrea ricorrente e spesso improvvisa, ma anche con dolori addominali, gonfiore e persino stitichezza. I sintomi possono presentarsi sia singolarmente che in combinazione, ed è per questo che si distinguono diversi sottotipi di intestino irritabile.
Tra questi, i pazienti che soffrono prevalentemente di diarrea rientrano nel cosiddetto tipo con diarrea predominante, noto anche come IBS-D (Irritable Bowel Syndrome – Diarrhea-predominant type). In questi casi, oltre alle scariche frequenti, sono comuni crampi addominali e una costante sensazione di bisogno urgente di andare in bagno.

Oltre ai sintomi puramente fisici, questo comporta di solito un enorme carico mentale per le persone colpite, che non solo si vergognano a causa del tabù che circonda questa patologia, bensì, devono anche convivere con lo stress della comparsa improvvisa di tali sintomi in momenti poco opportuni.
Come se non bastasse, chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile spesso non si sente preso sul serio, anche perché per molto tempo questa condizione è rimasta poco conosciuta.
Si è così diffusa l’immagine del “malato immaginario”, che non ha fatto altro che alimentare incomprensioni e sottovalutazioni.
Secondo uno studio condotto in Germania, possono passare in media fino a otto anni prima che venga formulata una diagnosi di intestino irritabile, sebbene si tratti di una patologia molto diffusa2: solo in Italia, si stima che ne soffrano circa 6 milioni di persone.3
I risultati di una nuova ricerca rivelano una possibile causa
Tuttavia, sono stati raggiunti importanti traguardi nella comprensione della sindrome dell'intestino irritabile: I risultati di studi attuali concludono che una barriera intestinale danneggiata è spesso la causa della sindrome dell'intestino irritabile.
I ricercatori americani hanno scoperto che la barriera intestinale di un gruppo di pazienti con disturbi intestinali ricorrenti era insolitamente permeabile, quasi perforata.
Gli scienziati hanno battezzato questo fenomeno "leaky gut", che in italiano significa "intestino permeabile o bucherellato".


A causa di queste micro-lesioni della barriera intestinale, agenti patogeni o sostanze indesiderate possono penetrare nella parete intestinale e irritare il sistema nervoso enterico – con possibili conseguenze come diarrea ricorrente e, a seconda del tipo, anche dolori addominali, gonfiore o stitichezza.4
Un passo avanti nella ricerca
Sulla base di questi risultati, numerosi ricercatori si sono messi alla ricerca di una soluzione efficace. Nel corso di questa ricerca, gli scienziati italiani si sono imbattuti in un ceppo di bifidobatteri molto particolare: il B. bifidum MIMBb75.
La particolarità: questo ceppo batterico possiede la capacità unica di aderire fisicamente alle cellule epiteliali danneggiate dell’intestino, agendo in modo simile a un cerotto su una ferita.
L’intuizione dei ricercatori è stata la seguente: e se sotto questo “cerotto” la barriera intestinale potesse rigenerarsi? E, di conseguenza, se anche i dolori addominali potessero attenuarsi?
Per mettere alla prova la loro teoria, i ricercatori hanno condotto due studi di riferimento secondo i più alti standard scientifici (studi “gold standard”), nei quali è stata testata l’efficacia del ceppo batterico B. bifidum MIMBb75, sia nella sua forma viva che in quella inattivata termicamente.
I risultati sono stati sorprendenti: in entrambi gli studi l’efficacia del ceppo nel trattamento dei disturbi da intestino irritabile, come la diarrea ricorrente, è stata dimostrata in modo convincente con un miglioramento significativo anche della qualità della vita dei pazienti coinvolti.5,6
La studio gold standard ha mostrato un risultato chiaro: il valore medio dei sintomi nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile si riduce visibilmente durante la somministrazione del ceppo batterico B. bifidum HI-MIMBb75.
Dall’idea al prodotto
Sulla base di queste conoscenze, è stato sviluppato il prodotto Kijimea, che contiene proprio il ceppo batterico B. bifidum MIMBb75.
L'azienda produttrice di Kijimea sta riscontrando molto successo e recentemente ha contribuito al benessere e al miglioramento della qualità della vita di tante persone che soffrono della sindrome dell'intestino irritabile.
Questo successo si riflette anche nelle recensioni positive dei clienti soddisfatti:

"Dopo un anno di disturbi ricorrenti, come forti dolori addominali e diarrea, i disturbi sono scomparsi dopo 3 settimane di assunzione di Kijimea Colon Irritabile PRO. Non riesco ancora a crederci e controllo continuamente se il mio stomaco o il mio intestino si stanno facendo sentire. Niente!”.
Sandra F.
Carlo S.
"Dopo un paio di settimane, i sintomi del malessere, e soprattutto il gonfiore addominale, sono spariti. Stavo male da due mesi."
Raffaella R.
"Ottimo prodotto, lo uso ormai da qualche anno per la sindrome del colon irritabile con ottimi risultati, almeno nel mio caso. Impiega un po’ di tempo per iniziare a fare effetto, ma poi è molto efficace, io ho sempre fatto un ciclo di 12 settimane per avere i massimi effetti positivi, da ripetersi periodicamente. Lo consiglio assolutamente a che soffre di questa sindrome!!!"
Lorenzo F.
"Dopo aver tentato con svariati prodotti e fermenti di ogni tipo, ho finalmente avuto risultati apprezzabili con Kijimea. I sintomi da intestino irritabile e il gonfiore conseguente cronico si sono attenuati e ho riscontrato una situazione più salutare con un più facile svuotamento intestinale. Lo stile di vita è complementare e non credo si debba spettarsi miracoli senza una adeguata revisione della propria alimentazione ma questo prodotto è davvero innovativo."
Lo straordinario successo del prodotto ha fatto sì che il produttore abbia riscontrato più volte problemi di disponibilità del prodotto e che Kijimea talvolta non fosse disponibile. Molti clienti riferiscono che di solito acquistano tre confezioni per volta per non correre il rischio di dover interrompere l'assunzione del prodotto quando esso è esaurito.
Una migliore disponibilità è garantita ordinando direttamente dal produttore sul sito Kijimea.it. Sullo shop online di Kijimea, i clienti beneficiano anche di una garanzia di rimborso: il produttore è talmente sicuro della validità dei suoi prodotti che rimborserà il prezzo d'acquisto entro i primi 30 giorni ai clienti che, contrariamente alle aspettative, non ne saranno soddisfatti.
Inoltre, la spedizione su Kijimea.it è gratuita a partire da un valore di acquisto di 25 euro.
Un altro punto a favore: il produttore fornisce via e-mail ai clienti interessati informazioni di carattere medico-scientifico gratuite sul tema della salute intestinale, compresi consigli utili che possono essere facilmente applicati anche nella vita quotidiana.
Buono a sapersi: tutti i prodotti Kijimea sono fabbricati in Germania senza l'uso di tecniche di ingegneria genetica e non sono testati sugli animali. Sia il processo di produzione che le attrezzature utilizzate sono certificati GMP, in conformità con i rigorosi standard farmaceutici. Inoltre, ogni lotto viene testato in un laboratorio indipendente prima di essere messo in vendita.
1 Fernández-Bañares F., Accarino A., et al. (2016): Chronischer Durchfall: Definition, Klassifizierung und Diagnose. Gastroenterología y Hepatología 2016 Oct;39:535-559. doi: https://doi.org/10.1016/j.gastre.2016.07.008
2,3 Straub C., et al. (2019): Arztreport 2019 – Pressemappe.
4 Wood J. D. (2007): Effects of bacteria on the enteric nervous system: implications for the irritable bowel syndrome. J Clin Gastroenterol. 2007;41 Suppl 1:S7-S19. doi:10.1097/MCG.0b013e31802f1331.
5 Guglielmetti S, Mora D, Gschwender M, Popp K. Randomised clinical trial: Bifidobacterium bifidum MIMBb75 significantly alleviates irritable bowel syndrome and improves quality of life – a double-blind, placebo-controlled study. Alimentary pharmacology & therapeutics. 2011;33(10):1123-1132. doi: org/10.1111/j.1365-2036.2011.04633.x.
6 Andresen V, Gschossmann J, Layer P. Heat-inactivated Bifidobacterium bifidum MIMBb75 (SYN-HI-001) in the treatment of irritable bowel syndrome: a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled clinical trial. Lancet Gastroenterol Hepatol. 2020;5(7):658-666. doi:10.1016/S2468-1253(20)30056-X.

Sandro De Rosso è nato a Milano nel 1965 e ha scoperto la sua passione per la scrittura fin da giovane, collaborando a diversi giornali studenteschi. Dopo la carriera accademica, ha partecipato a numerosi seminari e conferenze sul tema della salute, che gli hanno permesso di combinare la sua abilità giornalistica con la sua passione per la medicina. De Rosso ha scritto per diverse riviste mediche e di salute.
Nel 2005, Sandro De Rosso è entrato a far parte della redazione di Consulente della Salute. Grazie alla sua profonda conoscenza del settore sanitario e al suo talento per una comunicazione scientifica precisa e comprensibile, ha fatto rapidamente carriera. Nel 2015 ha assunto la carica di caporedattore.
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