Milioni di donne soffrono continuamente di infezioni alla vescica, micosi e malattie simili nelle parti intime. Si tratta di un argomento sgradevole per due motivi: da un lato, i sintomi a volte molto gravi (bruciore, prurito, dolore durante la minzione o i rapporti sessuali) rendono la vita difficile a chi ne è affetto, dall'altro si tratta di un argomento di cui anche le amiche più care non parlano volentieri.

Sintesi

  • Gli scienziati di tutto il mondo concordano sul fatto che una flora vaginale equilibrata agisce come un importante scudo protettivo contro le infezioni.
  • Per questo motivo, i probiotici stanno diventando sempre più popolari, soprattutto per le donne.
  • Tuttavia, i principali test comparativi tra i diversi prodotti dimostrano che 4 prodotti su 5 lasciano a desiderare.

Nella maggior parte dei casi, l'unica opzione è quella di recarsi dal medico e di assumere antibiotici. Sebbene in genere questo allevi i sintomi acuti in tempi relativamente brevi, allo stesso tempo non protegge da nuove infezioni che spesso affliggono molte donne. Si tratta di una situazione davvero poco gradevole.

Gli ultimi risultati della ricerca individuano un “responsabile”, finora trascurato. Sulla base di ciò si sviluppano quindi dei nuovi approcci terapeutici che trattano il cosiddetto microbiota vaginale, spesso anche definito "flora intima".

In questo articolo esaminiamo perché gli scienziati ritengono che questo ambiente batterico sia cruciale per la salute della vagina, quali sono i possibili trattamenti e, soprattutto, quali preparati disponibili sul mercato hanno davvero il potenziale per curare e prevenire le infezioni vaginali ricorrenti.

Cistite, vaginite, vaginosi e candidosi: cosa sono e quali sono le cause?

La cistite, ovvero l'infiammazione della vescica, o l'infezione delle vie urinarie, è una delle malattie infettive più diffuse: circa 6 donne su 10 la contraggono almeno una volta nella vita e quasi la metà di esse subisce addirittura una ricaduta entro un anno. I sintomi tipici della cistite sono dolore durante la minzione, stimolo frequente a urinare e dolore all'addome.

La cistite è causata da batteri nocivi che entrano nella vescica attraverso l'uretra (di solito dall'intestino), si attaccano alla parete della vescica e causano un'infiammazione. Il motivo per cui la cistite è considerata un “problema prevalentemente femminile” sta nel fatto che siccome l'uretra è lunga solo 4 cm nelle donne (mentre negli uomini 20), i batteri nocivi devono percorrere un percorso molto più breve. Le infezioni alle vie urinarie vengono solitamente trattate con antibiotici.

Nella candidosi, meglio conosciuta come micosi vaginale, le cellule epiteliali della mucosa vaginale sono colonizzate da un fungo, solitamente la Candida albicans. Anche in questo caso il numero di casi è allarmante: si manifesta in circa il 75% di tutte le donne almeno una volta nella vita e circa l'8% deve addirittura più volte fare i conti con queste fastidiose infezioni.

Oltre all'arrossamento e al fastidioso prurito nella zona vaginale la candidosi è caratterizzata anche da secrezioni di colore bianco-giallastro e talvolta da dolore durante i rapporti sessuali. Il trattamento viene eseguito con agenti antimicotici, di solito sotto forma di pomate o supposte, e in alcuni casi è supportato da pastiglie.

La vaginosi o vaginosi batterica, che è un'infezione causata dal ceppo batterico Gardnerella vaginalis, è probabilmente molto meno conosciuta della cistite e della candida vaginale. Ciononostante, si presente in circa una donna su cinque almeno una volta nella vita. Fino all' 80% delle donne affette ne soffre ricorrentemente.

Sebbene circa la metà delle infezioni non presenti sintomi, molte donne soffrono di secrezioni di colore bianco- grigiastro con un odore estremamente sgradevole, spesso descritto come “di pesce”. Occasionalmente vengono segnalati anche altri sintomi come il dolore durante la minzione o durante i rapporti sessuali.

Un altro problema: le donne affette da vaginosi batterica hanno un rischio maggiore di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, anche se non si presentano sintomi. Il trattamento di solito prevede l'uso di antibiotici.

La vaginite aerobica per molto tempo non è stata riconosciuta come malattia a sé. Il termine è stato coniato solo nel 2002 per descrivere la colonizzazione della mucosa vaginale con batteri aerobici, cioè, batteri che richiedono ossigeno. Di conseguenza, i dati disponibili sono inferiori a quelli relativi alle infezioni già citate. Attualmente gli scienziati ipotizzano una prevalenza (cioè, una frequenza) di circa il 7-10%.

La vaginite aerobica si manifesta con un'alterazione del fluido vaginale e dolore nella zona intima, in particolare durante i rapporti sessuali. Colpisce il forte aumento del valore del pH della vagina. Anche in questo caso il trattamento prevede principalmente con antibiotici.

Se si esamina più attentamente le malattie elencate non sorprende solo la loro diffusione, bensì anche le gravi limitazioni che possono comportare: i dolori ricorrenti e la tensione del corpo, in parte dovuta all'infezione stessa e in parte all'uso frequente di antibiotici, rendono la vita quotidiana difficile da affrontare per le donne affette, per non parlare del potenziale impatto negativo sulla loro capacità di riprodursi.

Molte donne si vergognano dei sintomi, soprattutto degli odori sgradevoli che, insieme al dolore, possono mettere a dura prova anche la relazione sessuale. In un sondaggio, quasi tre quarti delle donne che soffrono di vaginosi batterica ricorrente hanno dichiarato di subire un impatto negativo sulla loro salute mentale. Ma da dove dovrebbero iniziare i medici a cercare una soluzione quando anche gli antibiotici sembrano aver raggiunto i loro limiti? Un gruppo di scienziati sembra aver trovato la risposta: il microbiota vaginale.

Microbiota vaginale: i batteri sono la chiave per una zona vaginale sana?

Il microbiota, noto anche come flora intima, si riferisce alla presenza di tutti i microrganismi che colonizzano la mucosa vaginale. Si tratta di una comunità eterogenea di batteri, funghi e altri microbi che vivono in un delicato equilibrio. L'esatta composizione del microbiota vaginale varia da donna a donna, ma in generale dominano i batteri che producono acido lattico.

Ogni singolo ceppo batterico di questa unità ha ruoli ben definiti. È quindi importante, non solo che il microbiota sia il più vario possibile, ma soprattutto, che ceppi batterici molto specifici siano presenti in grande quantità. In generale si ritiene utile che il microbiota contenga il maggior numero possibile di batteri "buoni" anche perché in questo modo non c'è spazio per la colonizzazione e la moltiplicazione dei batteri "cattivi".

Tra i ceppi importanti si trovano i seguenti:

  • Lactobacillus gasseri: come suggerisce il nome, i batteri lattici producono acido lattico. Questo a sua volta crea un ambiente acido che combatte i batteri potenzialmente patogeni, cioè dannosi, come la già citata E. coli. I batteri della famiglia gasseri sono particolarmente efficaci.

  • Lactobacillus crispatus: batteri della famiglia crispatus che producono livelli particolarmente elevati di perossido di idrogeno (H2O2), il quale ha anche un effetto antimicrobico e, quindi, impedisce la crescita di batteri nocivi.

  • Lactobacillus delbrueckii: gli studi hanno dimostrato che i batteri di questa famiglia hanno un grande potenziale protettivo contro la disbiosi nonché le infezioni fungine.

  • Lactobacillus plantarum: anche in questo caso, gli studi dimostrano che i batteri della famiglia plantarum hanno un effetto sulle infezioni fungine.

Diverse circostanze esterne, come infezioni, farmaci (soprattutto antibiotici), stress e cambiamenti ormonali, possono alterare questo equilibrio. Ad esempio, alcuni ceppi batterici vengono soppressi permettendo ad altri ceppi di prendere il controllo. In alternativa, la colonizzazione complessiva viene impedita, il che significa che i batteri sono troppo pochi per svolgere il loro compito di combattere i germi.

Questo squilibrio è noto anche come disbiosi ed è considerato dalla ricerca attuale una delle più importanti cause alla base delle infezioni ricorrenti. Questo spiega chiaramente perché molte delle infezioni citate si ripresentano anche dopo un trattamento antibiotico: gli antibiotici convenzionali non sono in grado di distinguere tra i batteri “nocivi”, cioè quelli che causano la malattia e quelli “buoni”, ovvero quelli che la proteggono.

Il trattamento antibiotico implica, quindi, un “taglio netto”. Tuttavia, se mancano i batteri benefici il microbiota vaginale si indebolisce e quindi è difficile difendersi da nuovi germi. Ma quali possibilità offre questa consapevolezza per il trattamento o la prevenzione di queste infezioni? È qui che entrano in gioco i cosiddetti probiotici.

I probiotici: combattere i batteri con i batteri

I probiotici sono preparati che contengono batteri specifici che colonizzano il microbiota e lo riequilibrano in modo che possa tornare a svolgere pienamente i suoi compiti. Nel caso del microbiota vaginale si tratta della difesa da batteri potenzialmente dannosi. Le fastidiose infezioni batteriche o fungine potrebbero così diventare un ricordo del passato.

Ma può funzionare davvero? E, in caso affermativo, qual è il preparato più adatto? Prima di approfondire queste domande, vorremmo dare un'occhiata più approfondita ad alcuni miti diffusi sulla salute della zona intima, sul microbiota e sui probiotici.

Per questi seguenti motivi è fondamentale che la flora vaginale sia bilanciata:

Creazione di un valore di pH protettivo

Inibizione della crescita di germi nocivi

Intim

Prevenzione delle infezioni fungine

e molto altro ancora

Miti e dati di fatto sui probiotici

Mito 1: un'infezione vaginale indica una scarsa igiene

Dato di fatto 1: anche se in alcuni rari casi la mancanza di igiene intima può essere il fattore scatenante di un'infezione, la causa è molto più spesso dovuta a un'igiene eccessiva o scorretta.

Come già spiegato, i batteri lattici, che di solito sono particolarmente ben rappresentati in un microbiota sano, creano un ambiente vaginale acido che dovrebbe uccidere i batteri potenzialmente patogeni. Se la zona intima viene lavata troppo frequentemente e magari anche con prodotti sbagliati (ad esempio il sapone, che ha un effetto alcalino), il mantello acido viene distrutto.

Mito 2: i probiotici che devono essere assunti finiscono nell'intestino e possono sostenere solo il microbiota intestinale

Dato di fatto 2: anche se in un primo momento sembra logico, la scienza racconta una storia diversa: diversi studi dimostrano che, quando alcuni lattobacilli vengono assunti per via orale per un certo periodo di tempo, sono proprio questi lattobacilli a trovarsi in quantità maggiori nel microbiota vaginale.

Uno studio condotto con il Lactobacillus plantarum in donne con un'infezione fungina ha persino mostrato un miglioramento dei sintomi, oltre alla maggiore colonizzazione in presenza di questo ceppo.

Mito 3: ogni probiotico è uguale

Dato di fatto 3: alcuni dei probiotici disponibili sul mercato si differenziano notevolmente soprattutto per quanto riguarda il dosaggio, la quantità e il tipo di ceppi batterici contenuti, la formulazione complessiva e il confezionamento.

Di seguito spieghiamo perché tutti questi punti sono determinanti per la qualità di un prodotto. Una cosa è certa in ogni caso: i probiotici sono chiaramente il tipo di prodotti che non vanno acquistati al volo, bensì solo dopo una ricerca approfondita se si vuole evitare di rimanere delusi dal risultato.

Cosa caratterizza un buon prodotto: i nostri criteri di valutazione

A seguito di una ricerca approfondita abbiamo collaborato con diversi esperti con l’intento di identificare i criteri di qualità più importanti. Abbiamo, quindi, analizzato i prodotti attualmente più conosciuti in base a queste caratteristiche.

Criterio di qualità 1: la composizione dei batteri

Un probiotico efficace dovrebbe assomigliare il più possibile alla composizione di un microbiota umano sano. Tuttavia, i microbioti sani sono generalmente molto diversificati: un preparato con pochi ceppi batterici ha un'influenza, di conseguenza, minore. Oltre a un'elevata diversità, ad essere importante, è anche l'esatta combinazione dei ceppi.

Come già detto, i lattobacilli delle famiglie gasseri, crispatus, plantarum e delbrueckii svolgono in particolare un ruolo importante nel microbiota vaginale, motivo per cui assegniamo 5 punti extra per ciascuno di questi ceppi.

Anche se non ne teniamo conto nell'assegnazione dei punti è importante notare che le informazioni più accurate possibili fornite dai produttori sulla composizione dei loro prodotti generano inevitabilmente più fiducia. Nel caso dei probiotici, ciò si traduce nell’ indicare i ceppi batterici specifici, quindi, non solo la famiglia o il genere. Questo è importante in quanto gli effetti di ceppi specifici all'interno di una stessa famiglia possono differire enormemente.

Criterio di qualità 2: il dosaggio delle unità formanti colonie

Il numero di batteri si misura in UFC (unità formanti colonie). Sebbene cifre come 2 o 4 miliardi di UFC sembrino inizialmente molto impressionanti, un microbiota vaginale sano contiene circa 50 miliardi di UFC. I preparati con un dosaggio basso non sono quindi sufficientemente efficaci da generare un cambiamento effettivo.

Criterio di qualità 3: supporto alla mucosa vaginale

Affinché le microcolture colonizzino l'area vaginale e svolgano il loro lavoro, hanno bisogno di un terreno di coltura adatto: una mucosa vaginale intatta. Il problema è che spesso questa è già danneggiata soprattutto dopo infezioni ricorrenti, il che rende difficile la colonizzazione dei batteri benefici.

Oltre ai batteri, i probiotici dovrebbero quindi contenere anche sostanze che sostengono la mucosa vaginale come le vitamine B3, B7 e B2. Per fornire un supporto il più esauriente possibile è necessario aggiungere almeno due ingredienti che abbiano un effetto positivo comprovato sulla mucosa.

Criterio di qualità 4: la resistenza della confezione

I batteri di un probiotico vengono messi mediante liofilizzazione durante la produzione in una sorta di stato di ibernazione. Quando entrano in contatto con l'umidità, si “risvegliano”. Se sono disponibili fonti di nutrimento adeguate, come nel caso del passaggio attraverso l'intestino, i batteri si moltiplicano.

Il problema è che molte forme di confezionamento non proteggono adeguatamente i preparati dall'umidità. Ad esempio, se le capsule non sono confezionate singolarmente, bensì sono disposte tutte insieme, i componenti entrano in contatto con l'aria o con l'umidità ogni volta che vengono aperte. Di conseguenza, i batteri possono attivarsi troppo presto ma poi non riescono a trovare nessun nutrimento nella capsula e muoiono.

Nel caso delle confezioni di plastica, un'ulteriore complicazione è rappresentata dal fatto che il materiale non trattiene completamente l'umidità: piccole quantità di umidità possono passare attraverso la confezione. In questi casi, quindi, non è raro che tutti i batteri contenuti nelle capsule siano già morti quando vengono assunti. I blister in alluminio, in cui ogni capsula è inserita singolarmente in una camera di alluminio ed è quindi protetta in modo ottimale, sono considerati il gold standard del confezionamento.

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I blister in alluminio proteggono in modo ottimale i batteri contenuti nelle capsule dall'umidità.

Criterio di qualità 5: la trasparenza

I clienti vogliono sapere esattamente per cosa stanno spendendo i loro soldi senza dover passare ore e ore a fare ricerche su Internet prima dell'acquisto. I produttori affidabili dovrebbero soddisfare questo desiderio e fornire ai clienti informazioni sul prodotto formulate in modo chiaro e facilmente accessibile. Purtroppo, però, la nostra ricerca ha rivelato che spesso non è così. Ciò è particolarmente evidente in due criteri particolarmente importanti: dosaggio e specificità del ceppo.

Abbiamo già sottolineato l'importanza di un dosaggio elevato quindi è ancora più deludente che molti produttori ricorrano a trucchetti per “ingigantirlo” artificialmente. Per quanto riguarda la specificità del ceppo, la situazione è un po' più complicata poiché ciò che viene spesso definito come ceppo batterico è, in senso stretto, la specie (ad esempio, Lactobacillus crispatus).

All'interno di questa specie esistono a loro volta diversi ceppi (ad esempio, L. crispatus SG18 o L. crispatus QL33). Questi singoli ceppi sono simili a fratelli e sorelle: anche se condividono molto materiale genetico, possono comunque differire notevolmente l'uno dall'altro. I produttori devono quindi informare con precisione i propri clienti sulla specificità dei ceppi.

In base a questi criteri, abbiamo analizzato cinque prodotti attualmente in uso e siamo giunti alle seguenti conclusioni:

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Il vincitore del test

Kijimea FloraCare

99/100
Acquista Kijimea FloraCare online
Platz1

Kijimea FloraCare

It Kijimea Floracare 28 F
Valutazione complessiva
99
Quantità dei ceppi
100
Dosaggio
75
Supporto alla mucosa vaginale
100
Confezione
100
Trasparenza
100

+ 20 punti extra (contiene Lactobacillus gasseri, crispatus, plantarum e delbrueckii)

Vantaggi

Il produttore è noto in campo medico per le sue ricerche e innovazioni

Il prodotto è vegano, senza glutine, fruttosio e lattosio e privo di additivi, conservanti, aromi e dolcificanti

I ceppi batterici appositamente selezionati nella loro combinazione supportano in modo ottimale il valore naturale del pH dell'ambiente vaginale

Svantaggi

Possono verificarsi problemi di approvvigionamento a causa dell'elevata domanda

Il nostro prodotto vincitore, FloraCare, è stato sviluppato dall'azienda Kijimea. Grazie alle proprie ricerche scientifiche, pubblicate anche sulla rivista specializzata di fama mondiale “The Lancet”, questa azienda gode di un’ottima reputazione in ambito medico.

Ciò lo dimostra anche questo prodotto: Kijimea FloraCare contiene di gran lunga il maggior numero di batteri, tra cui gli importanti generi di lattobacilli gasseri, crispatus, plantarum e delbrueckii. Un altro vantaggio: il produttore è estremamente trasparente e indica la specificità dei ceppi per tutti i 33 ceppi batterici.

Il dosaggio di 10 miliardi di UFC è piacevolmente elevato e viene menzionato in modo evidente. Tre diverse vitamine, B3 (niacina), B7 (biotina) e B2 (riboflavina), sono destinate a sostenere la mucosa vaginale per favorire la colonizzazione dei batteri benefici. Il vincitore del test convince anche per la sua confezione in blister di alluminio e protegge, quindi, ogni singola capsula dall'umidità in modo ottimale. Kijimea FloraCare è disponibile in diverse confezioni per 4, 8 o 12 settimane.

Per questo motivo, Kijimea FloraCare è il primo nella classifica del nostro test.

Ciò che ci ha particolarmente colpito durante la nostra ricerca su questo prodotto sono le numerose recensioni estremamente positive dei clienti, che sottolineano la nostra stessa impressione sul prodotto. Ecco alcuni esempi:

Giulia M.

"Sono molto soddisfatta. Da quando ho iniziato a usarlo i miei fastidi si sono attenuati e dopo 10 giorni circa, con l’aiuto di una sana alimentazione, sono del tutto spariti."

Alessia A.

"Mi sono trovata molto bene, riesco a sentire ottimi risultati."

Camilla F.

"Ho aspettato a fare la recensione perché volevo valutare effettivamente glie effetti e a scatola terminata, posso dire di essere soddisfatta, come sempre del resto con i prodotti kijimea."

It Kijimea Floracare 28 F

Kijimea FloraCare ha brillato su tutti i fronti, guadagnandosi meritatamente il primo posto con 99 punti.

Ciò che colpisce particolarmente è che il prodotto contiene ben 33 ceppi batterici, un numero decisamente superiore rispetto al secondo classificato.

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Intimo Flora di BeSwiss

Beswiss Intimo Flora
Valutazione complessiva
43
Quantità dei ceppi
25
Dosaggio
75
Supporto alla mucosa vaginale
50
Confezione
25
Trasparenza
25

+ 15 punti extra (contiene Lactobacillus gasseri, crispatus e plantarum)

Vantaggi

Contiene fruttoligosaccaridi come prebiotico (alimento per i batteri)

Dosaggio elevato

Svantaggi

Grazie a sette ceppi batterici, il prodotto si colloca al secondo posto nel nostro test ma il numero è troppo basso rispetto al vincitore del test

Le informazioni confuse del produttore sul dosaggio non ispirano molta fiducia

Le capsule di BeSwiss si sono classificate al secondo posto con un certo distacco dal vincitore del test, sia in termini di valutazione complessiva, che di quantità di ceppi batterici. Un aspetto positivo da sottolineare sono i tre di quattro ceppi batterici inclusi, i quali sono stati identificati come particolarmente importanti (Lactobacillus gasseri, crispatus e plantarum). In realtà è un peccato che i consumatori non siano informati sull’esatta specificità dei ceppi.

Con 10,5 miliardi di UFC per capsula, il prodotto presenta un dosaggio piacevolmente elevato, ma il fatto che il produttore voglia far apparire questo dosaggio ancora più elevato lascia un po’ a desiderare. Ad esempio, un dosaggio particolarmente elevato di 42 miliardi di UFC viene spesso pubblicizzato. Ma l'informazione che questo vale solo per la dose massima di 4 capsule, raccomandata dal produttore come “terapia d' attacco” per 14 giorni, è messa molto meno in evidenza.

D'altra parte, l'aggiunta di vitamina A, che ha lo scopo di sostenere la mucosa vaginale, dovrebbe essere sottolineata in modo positivo. Tuttavia, si sottraggono punti per la confezione: il fatto che tutte le capsule siano contenute in un unico barattolo significa che il contenuto entra in contatto con l'aria o l'umidità ogni volta che viene aperto. Poiché una confezione è progettata per durare fino a 60 giorni, sembra lecito chiedersi quanti dei 10,5 miliardi di UFC originali arriveranno effettivamente vivi nell'intestino.

Beswiss Intimo Flora

Con un punteggio complessivo di 43 punti, Intimo Flora di BeSwiss si classifica al 2° posto, con un certo distacco rispetto al vincitore del test.

A determinare questa posizione è principalmente il dosaggio relativamente elevato, mentre la scarsa diversità batterica ha influito negativamente sul punteggio complessivo.

Probiotic Femme di Neo

Probiotic Femme Neo
Valutazione complessiva
35
Quantità dei ceppi
0
Dosaggio
50
Supporto alla mucosa vaginale
50
Confezione
75
Trasparenza
0

Punti extra: 0

Vantaggi

Confezione in blister di plastica-alluminio

Svantaggi

Prezzo troppo alto per la qualità offerta

Il dosaggio e la quantità di ceppi batterici sono troppo bassi

Nelle capsule di Neo sono presenti solo due ceppi batterici e nessuno dei quattro identificati come importanti. Non importa che la specificità dei ceppi rimanga segreta. È semplicemente insufficiente per un prodotto di questo tipo. Lo stesso vale per il dosaggio di soli 5 miliardi di UFC. I consumatori che desiderano saperlo prima dell'acquisto devono prendersi il tempo necessario per una ricerca approfondita. Questo può essere dedotto solo dalle foto pubblicate online dai recensori.

Al produttore va almeno riconosciuto il merito di non aver cercato di farli apparire più alti. Purtroppo, non ci sono ingredienti aggiuntivi per la mucosa vaginale. L'unico punto a favore del prodotto è la confezione per cui si trova ancora al penultimo posto: sebbene il blister in plastica-alluminio non soddisfi gli standard di riferimento, offre una protezione del contenuto di gran lunga superiore a quella di una semplice scatola di plastica.

Probiotic Femme Neo

Con 35 punti, Probiotic Femme di NEO si classifica al 3° posto.

Il prodotto ottiene buoni punteggi soprattutto per il supporto alla mucosa vaginale e per la confezione. Tuttavia, sia la varietà che il numero di batteri utilizzati non sono all'altezza delle aspettative.

Probio+ Intima di Apyforme

Apyforme Probio Intima
Valutazione complessiva
26
Quantità dei ceppi
0
Dosaggio
75
Supporto alla mucosa vaginale
0
Confezione
25
Trasparenza
25

+ 5 punti extra (contiene Lactobacillus crispatus)

Vantaggi

Vegano, senza glutine e lattosio e senza OGM

Dosaggio elevato

Svantaggi

La confezione non è adatta al contenuto

È incluso solo uno dei 4 ceppi batterici più importanti

Probio+ Intima di Apyforme è il prodotto più economico nel confronto ed è quindi anche la migliore prova del fatto che non ci si deve basare solo sul prezzo per scegliere il prodotto giusto. Le capsule contengono solo 4 diversi ceppi di batteri, e solo uno dei ceppi importanti menzionati all'inizio! Inoltre, i clienti vengono allettati con un dosaggio particolarmente elevato di 40 miliardi di UFC per questo prodotto, per poi scoprire che anche in questo caso ci si riferisce all’assunzione di 4 capsule, mentre la normale dose raccomandata di una capsula al giorno fornisce al consumatore 10 miliardi di UFC.

Ancora una volta, l'esatta specificità del ceppo batterico utilizzato rimane un mistero. Non si trovano principi attivi aggiuntivi a sostegno della mucosa vaginale e anche la confezione non è molto adatta a proteggere adeguatamente il contenuto considerando che una confezione dovrebbe durare 60 giorni.

Apyforme Probio Intima

Il quarto classificato, Probio + Intimi di Apyforme, ottiene solo 26 punti su 100.

Questo risultato è dovuto principalmente alla bassa varietà di batteri, che include solo uno dei ceppi considerati particolarmente importanti. Nemmeno il dosaggio relativamente elevato riesce a compensare questa carenza.

Inti Flora di Healthy Fusion

Healthy Fusion Intiflora
Valutazione complessiva
5
Quantità dei ceppi
0
Dosaggio
0
Supporto alla mucosa vaginale
0
Confezione
25
Trasparenza
0

Punti extra: 0

Vantaggi

Prezzo basso

Contiene estratto di mirtillo rosso

Svantaggi

Dosaggio molto basso

Contiene soltanto due ceppi batterici

All'ultimo posto si trova l'unico prodotto del test che non viene assunto sotto forma di capsule, bensì di caramelle a forma di orsetti gommosi. Anche se questo lo rende relativamente comodo da usare, uno sguardo all'elenco degli ingredienti mostra che una capsula sarebbe stata probabilmente la scelta migliore. Oltre a due soli ceppi batterici al dosaggio più basso del nostro test, un orsetto gommoso contiene solo 2 miliardi di UFC. Per via dell'estratto di mirtillo rosso, il prodotto contiene anche coloranti ed edulcoranti.

Ancora una volta, i consumatori devono navigare tra numerosi siti web e diverse recensioni per avere un'idea del dosaggio prima dell'acquisto. Anche la specificità del ceppo rimane un mistero.
Questo non depone necessariamente a favore della competenza del produttore. Di conseguenza, i consumatori devono fare a meno anche di altri ingredienti specifici per la mucosa vaginale. L’inadeguata confezione in barattolo non è più un problema rilevante. L'unico raggio di speranza è l'aggiunta dell'estratto di mirtillo rosso che si dice abbia un effetto positivo sulla cistite. Nemmeno questa caratteristica, però, può evitare che il prodotto si classifichi all'ultimo posto nel nostro test.

Healthy Fusion Intiflora

L'ultimo classificato nel nostro test ottiene appena 5 punti su 100.

Il prodotto delude sotto ogni aspetto. L'unico aspetto positivo è il formato in caramelle gommose, che potrebbe attirare alcuni consumatori, ma che però è allo stesso tempo responsabile dell'aggiunta di coloranti e dolcificanti.

Conclusione

Nonostante non se ne parli quasi mai nella vita di tutti i giorni, è chiaro che un numero sorprendentemente alto di donne soffre regolarmente di infezioni vaginali. Oltre alle conseguenze fisiche, molte donne riferiscono anche un notevole stress psicologico associato a queste condizioni, che sono spesso ricorrenti.

Poiché i trattamenti disponibili sono spesso in grado di aiutare solo in fase acuta, ma non a lungo termine, è necessario adottare con urgenza nuovi metodi di trattamento. Un approccio particolarmente promettente è quello di puntare sul microbiota, su cui i probiotici adeguati sembrano avere un effetto positivo.

Tuttavia, come dimostra il nostro test, le differenze di qualità tra i preparati attualmente disponibili sono talvolta enormi. Si consiglia pertanto di effettuare una ricerca approfondita prima dell'acquisto. Il vincitore del nostro test è una piacevole eccezione: grazie alla sua composizione ben studiata è riuscito a convincere appieno il nostro gruppo di esperti.

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Kijimea FloraCare

Valutazione complessiva: 99/100
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It Kijimea Floracare 28 FPlatz1

Fonti scientifiche

Bi Z et al. “Effect of Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis on vaginal radiotherapy for gynecological cancer.” Scientific reports vol. 13,1 10105. 21 Jun. 2023, doi:10.1038/s41598-023-37241-7

Chow K et al. “Impact of (recurrent) bacterial vaginosis on quality of life and the need for accessible alternative treatments.” BMC women's health vol. 23,1 112. 18 Mar. 2023, doi:10.1186/s12905-023-02236-z

Khedkar R, Pajai, S. “Bacterial Vaginosis: A Comprehensive Narrative on the Etiology, Clinical Features, and Management Approach.” Cureus vol. 14,11 e31314. 10 Nov. 2022, doi:10.7759/cureus.31314

Montella R, Malfa P et al. Vaginal adhesion of Lactobacillus plantarum P17630 after probiotic food supplement oral administration: a preliminary in vivo study. Nutrafoods 12, 35–42 (2013). https://doi.org/10.1007/s13749-013-0030-x

Sen, A “Recurrent cystitis in non-pregnant women.” BMJ clinical evidence vol. 2008 0801. 17 Jul. 2008

Vladareanu R et al. “New evidence on oral L. plantarum P17630 product in women with history of recurrent vulvovaginal candidiasis (RVVC): a randomized double-blind placebo-controlled study.” European review for medical and pharmacological sciences vol. 22,1 (2018): 262-267. doi:10.26355/eurrev_201801_14128

Willems HME et al. “Vulvovaginal Candidiasis: A Current Understanding and Burning Questions.” Journal of fungi (Basel, Switzerland) vol. 6,1 27. 25 Feb. 2020, doi:10.3390/jof6010027

Informazioni sull'autore

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Sandro De Rosso è nato a Milano nel 1965 e ha scoperto la sua passione per la scrittura fin da giovane, collaborando a diversi giornali studenteschi. Dopo la carriera accademica, ha partecipato a numerosi seminari e conferenze sul tema della salute, che gli hanno permesso di combinare la sua abilità giornalistica con la sua passione per la medicina. De Rosso ha scritto per diverse riviste mediche e di salute.

Nel 2005, Sandro De Rosso è entrato a far parte della redazione di Consulente della Salute. Grazie alla sua profonda conoscenza del settore sanitario e al suo talento per una comunicazione scientifica precisa e comprensibile, ha fatto rapidamente carriera. Nel 2015 ha assunto la carica di caporedattore.

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